domenica 15 maggio 2011

Il nome


Aveva un nome bellissimo.

Se lo guardavi negli occhi neri, sprofondavi nell'abisso. Il caos era qualsiasi cosa dopo quello sguardo. L'ultimo che potevi avere.

Il nome più bello di tutti.

Il male assoluto. La melma di tutte le ere si rinchiudeva nel suo spirito di catrame e antracite.

A solo sentirlo pronunciare, provavi una dolcezza smisurata.

Poteva essere la morte, la sofferenza, o qualsiasi cosa potessi immaginare prima del niente. Forse odio, o forse ancora peggio: amore.

Gli dei gli avevano fatto questo dono, e nessuno andava a cercarlo dove esisteva.

Rimaneva rinchiuso nel buio mentre si leccava le sue ferite naturali, da cui sgorgava il sangue che concimava i fiori già secchi. Spaccava la terra, che si frantumava.

Tutti gli umani gli lasciavano delle orchidee davanti a casa sua, nella porta aveva scritto il suo nome.

Nessuno era così razionale da guardare dentro.

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