
Sono ormai rinchiuso in questo posto tetro da millenni, reo di un solo peccato compiuto durante la mia vita. E' vero che uno i propri errori li paga di tasca sua, ma vi voglio raccontare la mia storia. Dal momento in cui ho visto la luce, dal momento in cui ancora imbrattato di sangue ho emesso il mio primo gemito, ho capito che la mia vita sarebbe stata diversa. Mi hanno definito un idealista, un sognatore, un ingenuo, a volte anche un folle. Ma nessuno mi conosceva davvero. Subito ho capito che questo mondo non mi piaceva, che lo volevo cambiare. Tutti quanti mi dicevano:
"Ma cosa vorrai fare! Sei solo un ragazzino. Stai al tuo posto. Le cose sono sempre andate così e non sarai certo tu a cambiare il mondo!"
Ma io non li ascoltavo e continuavo a sognare un mondo migliore, dove la giustizia e il perdono regnassero sovrani, e non l'odio, i pregiudizi e la vendetta come in questo mondo corrotto. E per questo ho sempre cercato emozioni, sempre più forti, in modo da poter cogliere le cose buone che questo mondo aveva, e contemporaneamente nel mio piccolo mi battevo contro l'ingiustizia. Io per i miei ideali ero disposto a morire. Fin quando non è giunto quel giorno, il mio ultimo giorno, ma anche quello che non dimenticherò. Mio padre mi mise le ali, attaccate con la cera: finalmente potevamo metterci in salvo da quel luogo terribile dove per l'egoismo dell'uomo eravamo stati rinchiusi. Stavamo volando, liberi. Poi ad un tratto ho alzato i miei occhi:
Il Sole. L'estremo sogno di libertà e il supremo desiderio di bellezza.
Allora mi sono avvicinato a Lui, al suo accecante splendore...
Questa è l'ultima cosa che ricordo. E a modo mio ce l'ho fatta a cambiare il mondo. Passando prima alla storia, poi al mito, come simbolo di ingenuità, per alcuni, per altri di libertà. Ma qualsiasi cosa si pensi di me, per rivedere lo splendore di quel Sole così da vicino, morirei altre mille volte ancora.
