lunedì 16 gennaio 2012

Miraggio


Rovistando nei meandri del mio sottoscrivania, cercando fogli da buttare (con cui ho riempito un intero scatolone dato che ho sempre avuto la perversione di conservare qualsiasi cosa) ho trovato tre vecchi numeri del giornalino della scuola, in cui pubblicavo ogni mese una poesia con lo pseudonimo di Thanatos (in realtà credo che chiunque sapesse che ero io) e questa è una di quelle, risalente all'Anno Domini MMVIII (avevo 17 anni):

Quando chiudo gli occhi,
tu vieni a turbare i miei sogni,
e non posso dormire tranquillo,
per paura di svegliarmi,
per paura di perdere la tua immagine,
così viva,
così vera.
Ma quando mi sveglio
non ci sei più,
e allora alla luce del sole vivi
nei miei desideri.
La mia mente mi pensa,
il mio cuore ti sente,
il mio corpo ti brama.
Almeno nei miei sogni,
sarà come averti qua.
Per questo aspetto la Notte,
aspetto Morfeo,
quando almeno allora potrò averti,
nella miseria di un'illusione.
Come la visione di una pozza d'acqua nel deserto,
sarai il mio miraggio per cui continuerò a camminare.

Constato con piacere come certi mie emozioni siano universali per qualunque periodo della mia vita.