Ogni anno,
il settimo giorno
dopo le Idi del terzo mese,
il tenebroso yin
e il luminoso yang
raggiungono una tregua,
seppur breve ed effimera,
nell'eterna lotta tra gli estremi.
In quel giorno,
l'armonia celeste
fa vibrare le corde dell'essenza
che collega ogni cosa,
ricordando al creato perché esiste.
All'equinozio di primavera,
la dea Selene
si specchia nel pozzo,
e l'acqua, fonte di vita,
si desterà muta.
Sottile è l'equilibrio che regge ogni cosa,
ma il cosmo stesso
si adopera perché questo sia raggiunto.
Non cercarlo in cose effimere e irraggiungibili,
quando è sufficiente alzare gli occhi
nella stellata notte di marzo.
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