
Secondo Seneca il presente è l'unico tempo degno di essere vissuto. Il passato è ormai trascorso e nulla possiamo fare su di esso per modificarlo, nel bene o nel male. Il futuro è incerto, nessuno può sapere quanto vivremo, tanto meno cosa ci aspetterà il resto della nostra vita, breve o lunga che sia. L'unico modo per agire sul passato e sul futuro è il presente: se noi viviamo nel presente, al meglio, essendo lungimiranti e imparando dal passato, solo così potremo essere veramente felici. Ma il titolo del post non si chiama il presente, ma bensì il passato. Perchè?
Il passato ormai non esiste più, vive solo nei nostri ricordi e nella nostra immaginazione, ma può essere talmente forte da condizionare tutto ciò che viene: il presente e il futuro. Uno degli errori più grandi che si può fare è essere schiavi del passato, ma purtroppo si sa che l'errore è tipicamente umano e, a volte, non si può far altro che dipendere da esso. E non parlo del passato personale, quello vissuto o non vissuto, ma del Passato in sè, come entità, il passato proprio, il passato altrui, il passato mai esistito. Un passato talmente forte che si può avere nostalgia del futuro.
Questa riflessione, all'apparenza delirante, vuole solo essere uno sfogo personale, abbiate comprensione.
essere schiavi del passato e dipendere da esso...errore commesso fin troppe volte! e aver paura di vivere il presente ...ma tanto cosa hai da perdere??Il tempo non tornerà mai indietro...rassegnazione!!
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